Articolo N.ro 865 | Edizione n.ro 63 | 2008

Una menopausa riuscita

Per vivere i cambiamenti della cosiddetta età critica in piena forma e bellezza non c'è bisogno della bacchetta magica. Le medicine dolci offrono numerose soluzioni.

  • L'omeopatia e la spagirica: Se i due grandi rimedi di fondo della menopausa sono Lachesis e Sepia, esistono preparazioni composte che possono risultare di grande utilità.
  • La fitoterapia: La cimicifuga (Cimicifuga racemosa), ricca di fitoestrogeni, si è rivelata efficace nel trattamento dei disturbi tipici delle donne in menopausa.
  • La nutriterapia: A dosi elevate, la vitamina C associata ai bioflavonoidi e la vitamina E attenuano le vampate di calore. Il calcio e il magnesio contrastano i disturbi dell'umore. L'acido gamma-linolenico, pre­sente in particolare negli oli di borragine e di enotera, agisce sui diversi sintomi fisici e psichici.

L'olio di semi di melograno, in capsule e ovuli vaginali, risulta particolarmente interessante. Le capsule contengono ormoni vegetali, acido gamma-linolenico, bioflavonoidi, vitamina C e polifenoli, dotati di una potente azione antiossidante. Gli ovuli invece associano l'olio di semi di melograno a quello di vinaccioli e a vitamina E.


La riproduzione parziale o integrale non autorizzata dall’editore è vietata, oltre che illegale. Riproduzione e adattamento di ogni tipo sono da considerarsi illeciti.
Isabelle Hulmann Rita Ducret-Costa

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    Nutrienti benefici per gli occhi

    La nutriterapia svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione e/o nel trattamento delle patologie oculari.   La fotofobia (ipersensibilità alla luce), accompagnata da lacrimazione, può essere causata da una carenza di vitamina B2. Talvolta i soggetti affetti da questo disturbo hanno la sensazione di avere della sabbia negli occhi. La fotofobia con secchezza oculare è invece provocata dalla carenza di vitamina A. Un deficit ancora più grave è causa della xeroftalmia, che consiste in un inaridimento della congiuntiva e della cornea. La medesima carenza è all’origine dell’emeralopia o "cecità notturna", che si manifesta con una diminuzione della visione in presenza di poca luce (crepuscolo, scarsa illuminazione). Cause di cecità Tra i primi sintomi del diabete figurano i disturbi visivi e l’irritazione oculare. Quando non sono trattati adeguatamente, questi disturbi possono trasformarsi in lesioni retiniche gravi o addirittura irreversibili. La retinopatia diabetica costituisce la prima causa di cecità nei paesi occidentali. La cataratta non è altro che l’opacità parziale o totale del cristallino, che provoca una perdita progressiva della visione. La cataratta dell’anziano può essere assimilata all’invecchiamento del cristallino, e quindi a una degenerazione ossidativa. La sua prevenzione dipende dunque da un apporto ottimale di sostanze antiossidanti: la vitamina A, il betacarotene, la luteina, le vitamine C ed E, lo zinco, il selenio, il coenzima Q10, ecc. Altrettanto dicasi per la degenerazione maculare, caratterizzata da un’alterazione progressiva della macula (una zona della retina). Questa patologia è una delle principali cause di cecità nelle persone dai 50 anni in su. Infine, il glaucoma è una malattia dell’occhio caratterizzata da un innalzamento della pressione endo-oculare, con compromissione del nervo ottico, che in alcuni casi può portare alla cecità. La comparsa e l’evoluzione del glaucoma sono favorite da un consumo eccessivo di caffeina.

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    Quando la quantità non è affatto legata alla qualità

    In nutriterapia, si definiscono "nutrienti" le sostanze presenti negli alimenti, necessarie al corretto funzionamento dell'organismo. Si distinguono macronutrienti e micronutrienti.   I macronutrienti, che forniscono energia, comprendono le proteine, i glucidi e i lipidi. Insieme all'acqua, rappresentano il 98% degli alimenti. I micronutrienti invece non forniscono energia. Il fabbisogno dell'organismo si limita a quantità modeste o piccolissime; ciò nondimeno, lungi dall'essere meno importanti, hanno un ruolo fondamentale in tutti i processi biochimici che si svolgono nel corpo: la sintesi di nuove cellule, la regolazione del sistema immunitario, la trasmissione neuromuscolare, la contrazione dei muscoli… e molti altri ancora. I micronutrienti comprendono le vitamine, i minerali, gli oligoelementi, gli aminoacidi e gli acidi grassi. Il nostro corpo è incapace di sintetizzare la maggior parte dei micronutrienti (con alcune rare eccezioni, tra cui la vitamina D, gli aminoacidi e gli acidi grassi non essenziali). È pertanto vitale assicurare all'organismo un apporto costante ed equilibrato di micronutrienti attraverso l’alimentazione. Ingerire non significa assimilare Esistono numerosi fattori che limitano l'assimilazione dei micronutrienti che ingeriamo: i disturbi digestivi che ne riducono l'assorbimento gastrointestinale, i metalli tossici di origine ambientale che inattivano gli enzimi e bloccano alcuni processi metabolici, carenze che inducono altre carenze, ecc. Bisogna inoltre tenere conto dei fattori "sottrattori" di micronutrienti, quali lo stress, il fumo, la malattia o l'invecchiamento, che contribuiscono a esaurire le nostre riserve. Tanto basta per ammalarsi. Carenze nutrizionali e malattie Molte carenze nutrizionali sfociano in fenomeni di natura patologica. Per esempio, la carenza di calcio e vitamina D può essere causa di osteoporosi, quella di magnesio di malattie cardiache. I micronutrienti ci riserveranno ancora sicuramente delle belle sorprese…

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    Alleviare la fibromialgia

    La fibromialgia, che un tempo era considerata un disturbo psicosomatico, è ormai riconosciuta come una vera e propria malattia, dovuta a cause sconosciute e attualmente incurabile. Si tratta di una malattia reumatica cronica, con marcata predominanza femminile. Contrariamente all'artrosi e all'artrite, non interessa le articolazioni, ma i tessuti molli che le circondano: legamenti, tendini e muscoli. Le caratteristiche principali della fibromialgia sono il dolore, che può andare dal disagio alla sofferenza insopportabile, e la stanchezza. Altri sintomi frequenti sono la scarsa qualità del sonno, difficoltà di concentrazione e disturbi digestivi. La fibromialgia può manifestarsi improvvisamente, senza causa apparente. Spesso, tuttavia, è successiva a un trauma di natura fisica o psichica (incidente, intervento chirurgico, parto, lutto, ecc.). Pur non essendoci cure specifiche, esistono molte misure che possono alleviarla: controllare lo stress, adottare un’attitudine positiva, imporsi un'attività fisica dolce e regolare, riposarsi dopo ogni sforzo, privilegiare il calore in tutte le sue forme. Gli antidepressivi sono i farmaci più prescritti e più efficaci per il trattamento di questa malattia. Nei casi meno pesanti, i sintomi possono essere alleviati dall'iperico, un antidepressivo vegetale. Gli analgesici venduti senza prescrizione, efficaci per alcune persone, possono non aver alcun effetto su altre. Idem dicasi per l’agopuntura. Per integrare queste misure, la nutriterapia propone: • il calcio e il magnesio, molto efficaci nei disturbi nervosi, dell'umore e del sonno; il secondo è inoltre provvisto di proprietà miorilassanti; • le vitamine B, che sostengono il morale, migliorano la memoria e contribuiscono al processo della digestione; • gli aminoacidi, che contrastano la stanchezza fisica e nervosa, in particolare la L-carnitina, che dà energia rafforzando i muscoli; • la vitamina E, che combatte la debolezza muscolare.

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