La rinite secca, un disturbo da curare

    Parte integrante assieme alla faringe delle vie respiratorie superiori, le fosse nasali sono rivestite da 140 a 160 cm2 di mucosa. A sua volta, quest’ultima è ricoperta da un tessuto contenente numerose cellule che secernono muco (o secrezioni nasali), la cui funzione consiste nell’umidificare l’aria respirata. I movimenti delle ciglia vibratili, situate sulla superficie della mucosa, propulsano le secrezioni a una velocità di 1 cm/ora: ciò significa che lo strato di muco è rinnovato ogni dieci ore. La mucosa nasale è percorsa da fibre nervose che la rendono sensibile, fibre responsabili per esempio del riflesso dello starnuto che respinge i corpi estranei impedendone l’entrata.

    Le funzioni

    Mi viene la mosca al naso. Ho naso! Ficca il naso nei fatti altrui… Il nostro linguaggio abbonda di espressioni in relazione al naso o alla sua funzione più nota, l’olfatto. Una parte delle fosse nasali è infatti rivestita da un epitelio olfattivo che consente di analizzare chimicamente l’aria respirata. Stimuli particolarmente forti, dovuti, per esempio, all’ammoniaca, possono provocare un’apnea (arresto del respiro), che è un riflesso di protezione. In un contesto più piacevole, si può citare il riflesso della secrezione di succhi gastrici prodotto dal profumo del cibo.

    La seconda funzione delle fosse nasali è quella di riscaldare l’aria inalata. Ciò è possibile nei vari spazi creati dalle strutture ossee all’interno del naso, i quali sono rivestiti da una mucosa molto vascolarizzata (ricca di vasi sanguigni).

    Passando attraverso le vie respiratorie superiori, l’aria deve pure saturarsi di vapore acqueo per non irritare la laringe, le vie respiratorie inferiori e, ancora più giù, gli spazi alveolari (là dove si producono gli scambi gassosi). Questa umidificazione è resa possibile grazie alle secrezioni nasali e al liquido lacrimale che forniscono il vapore acqueo necessario. Questo processo costituisce uno dei vantaggi principali della respirazione nasale rispetto a quella boccale; quest’ultima ha tendenza a irritare i bronchi a causa del fatto che l’aria inalata rimane secca.

    Il rivestimento mucoso ha inoltre una funzione di depurazione, che consiste nel trattenere la polvere e gli altri corpi estranei. I movimenti delle ciglia vibratili li respingono in direzione delle narici o della faringe.

    Le fosse nasali e i seni paranasali fungono anche da cassa armonica e influenzano il timbro della voce. Infine questi spazi ripieni d’aria sono dei buoni isolanti termici.

    Lesioni della mucosa

    Tenendo presenti tutte queste funzioni, è facile capire perché le lesioni della mucosa possono avere conseguenze sgradevoli.

    In caso di raffreddore (rinite) allergico o no, si osserva una congestione (rigonfiamento) della mucosa. Dato che il tessuto connettivo della mucosa nasale è attraversato da numerosi vasi sanguigni, la loro dilatazione dovuta al raffreddore provoca un rigonfiamento rapido della mucosa come pure una produzione eccessiva di muco più o meno fluido. La respirazione nasale diventa quindi difficile e quella boccale causa un disseccamento rapido nonché una irritazione della laringe.

    Anche la mucosa nasale può disseccarsi: in questo caso si parla di rinite secca. Questa affezione è caratterizzata dalla formazione di croste nel naso, da prurito, da starnuti e da difficoltà respiratorie. Siccome la produzione di muco è insufficiente, il processo normale di umidificazione e di depurazione dell’aria non può avvenire. Questo fenomeno provoca l’irritazione della laringe e dei bronchi che divengono più vulnerabili e s’infettano più facilmente. La rinite secca può divenire cronica.

    Come spiegare la secchezza della mucosa nasale?

    Le cause possibili sono numerose: il clima molto secco (per esempio in montagna), il riscaldamento eccessivo, l’aria condizionata in ufficio e nei mezzi di trasporto come l’aereo, il treno, l’autobus e l’automobile, il fumo, l’inquinamento atmosferico, un ambiente polveroso. Nella donna in menopausa, inoltre, si constata un disseccamento «naturale» delle mucose in generale e di quella nasale in particolare. Alcuni farmaci come i decongestionanti nasali possono pure provocare una rinite secca. Questa costituisce infatti un effetto collaterale che si riscontra in caso di utilizzo prolungato (più di una settimana) di tali prodotti. Invece l’impiego per un breve periodo, in caso di raffreddore, di un decongestionante nasale può essere senz’altro raccomandato, poiché liberando il naso si impedisce l’irritazione della laringe.

    Proteggere e curare la mucosa secca

    Per evitare complicazioni (irritazioni delle vie respiratorie inferiori, epistassi o addirittura perforazione del setto nasale), si deve assolutamente porre rimedio al disseccamento della mucosa nasale. Il modo più semplice consiste evidentemente nell’evitare i fattori che possono irritarla e nell’idratarla risciaquando le fosse nasali con siero fisiologico. L’applicazione di una crema nasale o di uno spray è però più gradevole e più pratica. Nel commercio si trovano diversi prodotti generalmente a base di cloruro di sodio (sale da cucina) a concentrazione fisiologica (o isotonica), cioè equivalente a quella che si riscontra normalmente nell’organismo. Ciò è indispensabile per evitare l’irritazione della mucosa.

    Certi prodotti contengono inoltre del despantenolo, un derivato alcolico dell’acido pantotenico o vitamina B5. Questa vitamina è essenziale per il metabolismo e per la crescita di tutte le cellule dell’organismo. Si è pure constatato che l’acido pantotenico favorisce e accelera la rigenerazione delle mucose lese. Si usa il despantenolo, poiché è assorbito più facilmente dalla mucosa che l’acido pantotenico.

    Infine si trova in commercio anche un topico nasale che contiene il sale del mar Morto anziché il cloruro di sodio. Noto per il suo altissimo tenore di minerali e di oligoelementi, il mar Morto fornisce un sale particolarmente ricco di calcio, magnesio e potassio. Questi elementi hanno la proprietà di stimolare la funzione delle ciglia vibratili e inoltre il magnesio è necessario per la rigenerazione delle mucose. L’uso del sale del mar Morto, purché sia di prima qualità, può quindi rivelarsi molto benefico.

    Né troppo né troppo poco

    Per concludere, non bisogna dimenticare che alla mucosa nasale non piacciono né troppe secrezioni né troppo poche. Sta a noi quindi di vegliare sull’equilibrio di quest’ «organo» cosi sensibile affinché possa proteggerci efficacemente contro tutti i corpi estranei e potenzialmente pericolosi presenti nell’atmosfera.

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