L’aborto, dalla clandestinità alla legalità

Praticato in tutte le epoche, l'aborto ha sempre sollevato accese discussioni. A volte tollerato, spesso criminalizzato, ci rimanda agli interrogativi etici sull'inizio della vita.
 

Le prime tracce che riferiscono di processi finalizzati all'interruzione della gravidanza risalgono all'antico Egitto. Nel XIII secolo prima della nostra era, il re Hammurabi di Mesopotamia promulgò delle leggi in materia. Quattordici secoli dopo, l'aborto veniva messo al bando da Ippocrate. Secondo la filosofia pitagorica, infatti, l'unione di corpo e anima inizia dal concepimento.

Qual è il momento a partire dal quale l'embrione va considerato un essere vivente? È a questo difficile interrogativo che l'umanità è chiamata a rispondere. Con l'avvento del Cristianesimo, la Chiesa risponde con la teoria aristotelica. Considerato prima un vegetale, poi un animale, il feto diventa umano quando si dota di anima razionale. Questo momento viene situato a 40 giorni dalla fecondazione per i maschi e a 90 giorni per le femmine.

I metodi praticati risultano pericolosi o inefficaci. Gli unici metodi utilizzati sono il decotto di piante, i colpi inferti al ventre, l'introduzione in utero di piante abortive o l'uso di oggetti taglienti.

Tutto cambia nel XIX secolo, quando i progressi dell'embriologia fanno coincidere scientificamente l'inizio della vita con il momento del concepimento. Questa
svolta porta alla criminalizzazione dell'aborto fin dal 1° giorno e alla sua condanna indiscriminata da parte del Papa Pio IX nel 1869.

La lotta femminista del XX secolo

A partire dagli anni '30, molti paesi occidentali autorizzano l'aborto in situazioni straordinarie, come la violenza carnale o il sussistere di rischi per la salute della madre. In Svizzera, nel 1930 il numero di aborti clandestini si aggirava tra i 60.000 e gli 80.000.

Nel 1975, la Francia è uno dei primi paesi a legalizzare l'interruzione spontanea di gravidanza. Nel nostro paese, un'iniziativa analoga è stata respinta nel 1976, con il 51,7% di voti. Tuttavia, Ginevra, Neuchâtel, Basilea Città e Vaud autorizzano l'aborto con un approccio meno restrittivo. È solo dal 2002 che una donna può scegliere liberamente di interrompere la gravidanza entro le prime dodici settimane.

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