Come migliorare la mobilità delle proprie articolazioni?

Bionaturis vi informa

L’artrosi è la patologia articolare più diffusa al mondo ed è caratterizzata da una distruzione progressiva delle cartilagini.

L’insorgenza di questa patologia complessa è dovuta ad uno squilibrio tra i processi di riparazione e di degradazione del tessuto cartilagineo. La degradazione delle cartilagini è favorita da un insieme di fattori di rischio quali sovrappeso, sedentarietà o traumi articolari.
Fortunatamente, una buona igiene di vita consente di diminuire il rischio di sviluppare un’artrosi. Inoltre, le ricerche più recenti confermano che la cartilagine è in grado di rigenerarsi.

Che cosa si può fare per migliorare la salute delle proprie articolazioni?

• Seguire un’alimentazione equilibrata.
Le raccomandazioni alimentari prevedono un calo ponderale, una dieta equilibrata, ricca di fibre alimentari, e un apporto sufficiente di omega-3.

• Muoversi il giusto senza caricare troppo le articolazioni.
Le articolazioni apprezzano i movimenti dolci e regolari. La sedentarietà e il ripetersi di sollecitazioni articolari eccessive sono fattori che possono provocare o aggravare la distruzione del tessuto cartilagineo.

• Correggere le deformazioni
Alcune deformazioni dei piedi comportano movimenti che nuocciono alle articolazioni.
Esistono dei plantari o delle calzature ortopediche che consentono di correggerle.

UC-II, una novità recente

Sul mercato è adesso disponibile un prodotto brevettato innovativo: il collagene di tipo II non denaturato (UC-II®).
Questo nuovo ingrediente è in grado di stimolare le cellule a riparare la cartilagine.
Una piccola dose quotidiana di UC-II induce il corpo a produrre molecole antinfiammatorie. Per effetto di queste molecole, le cellule cartilaginee (condrociti) passano dalla modalità distruzione alla riparazione.
Diversi studi scientifici hanno mostrato che l’assunzione quotidiana di UC-II® diminuisce il dolore allo sforzo negli adulti in buona salute, oltre a migliorare la mobilità e la flessibilità nei soggetti artrosici.

Sylvie Rottet

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