Articolo N.ro 1071 | Edizione n.ro 71 | 2010

A quattrocchi con... Johann Tschopp

Una visione sana del ciclismo L’accoglienza di Johann Tschopp e della moglie è spontanea, simpatica e cordiale. Anche il piccolo Hugo, con i suoi pochi mesi, ci gratifica di un sorriso. Non ci sono dubbi, siamo nell’atmosfera calorosa del Vallese per incontrare il ciclista professionista della squadra Bbox-Bouygues Telecom. Un corridore che ha una linea di condotta e una visione sana dello sport!

Perché ha scelto la bicicletta?

Tra i 10 e i 14 anni praticavo lo sci da discesa a livello agonistico, con numerosi allenamenti in bicicletta. Mi piacciono gli sport di endurance. A 16 anni ho scelto il ciclismo, sotto la guida del mio primo allenatore, Georgy Debons.

Quand’è diventato professionista?

A 22 anni, nella squadra svizzera Phonak. Successivamente sono entrato nella squadra Bbox-Bouygues Telecom, diretta da Jean-René Bernaudeau.

Quali sono i suoi migliori ricordi e risultati?

Come ciclista amatore, il 2° posto al Campionato svizzero della montagna e il 3° posto al Campionato svizzero di cross rappresentano ottimi ricordi. Come professionista, penso in particolare alla vittoria al Campionato svizzero di maratona in mountain bike, e il 2° posto nella classifica generale del Giro d’Austria. Mi ha fatto anche moltissimo piacere il 2° posto al Grand Raid (Verbier – Grimentz in mountain bike). Ma è impossibile dimenticare l’atmosfera che ho vissuto nelle 3 occasioni in cui ho parte­-cipato al Giro d’Italia, e le 2 volte che ho corso il Tour de France.

Un numero, solo uno… quanti chilometri percorre ogni anno?

Tra gare e allenamenti, più di 30.000 chilometri.

Lei pratica il ciclismo su strada, il ciclo-cross e la mountain bike. È straordinario! Come fa?

Attenzione! Sono un ciclista professionista su strada. Questa è la mia priorità. Ma mi piacciono il contatto con la natura e le particolarità del ciclo-cross e della mountain bike. Mi concedo questo piacere!

Che obiettivi ha per il 2010?

Partecipare al Giro d’Italia e cogliere tutte le opportunità per vincere una tappa.

Che rapporto ha con la salute?

Sono estremamente attento all’alimentazione e agli integratori alimentari. Tendo a privilegiare le medicine naturali. Attribuisco anche una grande importanza al recupero (massaggi, sonno). Collaboro inoltre con un preparatore mentale, Romain Ducret.

Una domanda prematura per un ciclista di 28 anni. Come sarà la sua vita professionale dopo la bicicletta?

La mia formazione è di polimeccanico. L’ideale sarebbe coniugare la mia formazione con la mia esperienza nel ciclismo professionale. Ci ho già pensato… e ho qualche progetto.


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Isabelle Hulmann Serge C. Ducret

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Intervista
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